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giovedì, Ottobre 22, 2020

Dal 2010

La Fondazione Carlo Perini, è diventata a tutti gli effetti uno spazio di “Nuova Frontiera della Cultura e della Promozione umana e sociale”, per favorire il dialogo e il confronto fra la cultura popolare dei quartieri periferici e la cultura borghese dei salotti buoni del centro storico. Ha portato “la cultura del Centro storico in periferia e la cultura della periferia nel centro storico”.

Continua a svolgere, da decenni, azioni di decentramento culturale, ma anche di contrasto non solo contro episodi di violenza e di terrorismo, ma anche contro la criminalità organizzata delle mafie presenti sul territorio dei nostri quartieri.

Negli ultimi anni il nostro obiettivo fondamentale è quello di far crescere rigogliosa la “Foresta della Legalità e della Responsabilità”.

In Periferia è possibile la narrazione alternativa della città, ricostruendo l’identità storica dei nostri quartieri, caratterizzati da un forte degrado urbano e sociale, ove emergono vecchie e nuove forme di povertà ed emarginazione, che fanno da sfondo o a una radicata presenza malavitosa.

Proprio attorno alle grandi città metropolitane ci sono quartieri, nei quali i cittadini vivono una condizione di extraterritorialità, si sentono abbandonati e insicuri, si rassegnano al silenzio e alla paura, incapaci di affrontare violenza e criminalità.

Qui, nelle periferie urbane, il risentimento e la rabbia dei poveri aumentano più del rancore dei ricchi.

Qui si respira un’aria avvelenata d’intolleranza, che sconfina nell’illegalità, nelle proteste e negli scontri, con le occupazioni abusive delle case popolari, la sottrazione del territorio al rispetto delle regole da parte di organizzazioni criminali e bande giovanili, che imperversano sia nella nostra Milano, che nei fortini di Tor Sapienza e di altre Borgate di Roma; sia nei fortini di Scampia o Barra a Napoli, che nei quartieri popolari tipo Zen o Vuccirìa di Palermo; sia nei rioni popolari di Bari, che nei Carugi di Genova.

Per non parlare del trionfo storico della mafia in Sicilia, della ‘Ndrangheta in Calabria, della Camorra in Campania e della Sacra Corona Unita in Puglia, ove domina il perverso intreccio mafia – affari – politica.

Oggi non solo il nostro Sud d’Italia è inquinato dalle cosche malavitose, ma anche le nostre Regioni del Centro – Nord sono corrose dalle mafie, con una concentrazione sistemica della corruzione e del riciclaggio, tanto da vanificare e rendere tragico e immane il contrasto alle mafie per ripristinare la legalità.

E’ ormai accertato che la capitale della mafia non è più Palermo o Roma, ma la città a rischio è Milano e la stessa Regione Lombardia, che producono ricchezza.

L’espansione economica favorisce il potere mafioso e il riciclaggio nei vari settori di sviluppo.

La forza della corruzione, esercitata con protervia e prepotenza, frena la crescita, rallenta gli investimenti, crea ingiustizia, ostacola il diritto al lavoro dei più.

E senza lavoro non c’è libertà e dignità umana!

La Guardia di Finanza continua a dimostrare che siamo fuori rotta legale, che navighiamo in una marea di corruzione e spreco, illegalità diffusa e denaro sottratto indebitamente alle casse dello Stato.

Concussione, peculato, truffa, sprechi, estorsioni, sono pane quotidiano di evasori e corrotti.

Questo dimostra quanto sia difficile tutelare l’economia legale, le imprese rispettose delle regole, il regolare afflusso e il corretto impiego delle risorse destinate al benessere della collettività e al sostenimento delle politiche di sviluppo economico e sociale.

La Fondazione Carlo Perini ha avanzato, nel 2014, il progetto della prima esperienza sui percorsi didattici e degli eventi realizzati per confluire verso la “Prima Giornata della Legalità e della Giustizia” nel quartiere di Quarto Oggiaro – Vialba in Municipio 8, celebrata il 15 novembre 2014.

Tale iniziativa, è proseguita fino ad oggi nel contesto territoriale degli altri Municipi cittadini con la partecipazione di numerosi cittadini che hanno dimostrato la stessa voglia di riscatto e si sono mobilitati contro ogni forma di presenza malavitosa sul loro territorio.

La Fondazione Perini continua a perseguire molteplici obiettivi:

1 – valorizzare un primo coronamento di varie iniziative articolate e curate da diversi soggetti, che operano in un quartiere difficile ed emblematico;

2 – allargare, progressivamente, questa iniziativa, ad altre realtà dell’area metropolitana milanese, facendola diventare “La Giornata della Legalità” una proposta istituzionalizzata per tutta la Città.

3 – favorire il controllo sociale attraverso un rapporto di collaborazione e di fiducia fra cittadini, che si mettono insieme, per costruire un “patto sociale per la sicurezza e contro il malaffare” ,segnalando alle forze dell’ordine luoghi ed episodi di delinquenza sul territorio, senza creare gruppi di autodifesa scollegati con le istituzioni.

4 – trasformare il disagio sociale non in atti di ribellione violenta, ma in un confronto civile e democratico, perché la legalità va preservata con la lotta alla corruzione e alla malavita, senza inaccettabili permissivismi istituzionali.

Milano sta combattendo, con onore, sia contro le gravi e radicate infiltrazioni della criminalità organizzata, che esisteva prima ed esisterà anche dopo Expo, sia contro le violenze perpetrate dalla microcriminalità.

Di qui la nascita dei percorsi della memoria, della legalità, della solidarietà, che sono il fondamento della storia e delle esperienze umane. Il valore della memoria, dell’onestà e delle pratiche contro la corruzione sono imprescindibili per scegliere, tra giustizia e illegalità, tra violenza e non violenza, tra essere portatori di vita e di pace e non di essere portatoti di morte.

E’ una lotta culturale sia per informare, che per formare le coscienze.

Il dovere della memoria e della partecipazione ci impone di non dimenticare i caduti per atti di criminalità e di violenza, perché le loro idee e il loro esempio camminano sulle nostre gambe.

La nostra vita e quella altrui non sono che le arcate visibili di uno sterminato ponte tra chissà quale sponda e chissà quale fiume.

Ogni arcata poggia su due pilastri: la vita e la morte.

Chi non c’è più vive e cammina in noi.

Ricordiamoli e rintracciamoli i caduti per atti di mafia, di terrorismo, di spaccio di droga e di ogni forma di violenza sanguinaria, ogni volta che è possibile, per reclamare sicurezza senza panico.

Questa è una degna sepoltura per chi ha perso la vita.

Occorre affermare i valori della legalità, della giustizia, contro ogni forma di violenza, per non morire, per ricordare che dietro ogni persona umana, uccisa dalla violenza assassina, c’è una storia da raccontare, una vita spezzata che ci tocca fin sotto la pelle e ci induce a contrastare chi delle mafie e delle violenze delittuose vuole che non si parli, perché ama vivere nel disimpegno e nell’indifferenza egoistica. Raccontiamo con le testimonianze dei familiari delle vittime di mafia e di terrorismo, la vita dei morti ammazzati, che non sono solo numeri, ma vite spezzate di persone con progetti, ansie, dolori, diari, amori, passioni, lavoro, eventi di gioia… vite tutte intere, che abbiamo dovere di narrare e non dimenticare.

 

Dal 2010

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