Anni ’90

Una nuova ondata di crisi sopraggiunse nel Circolo con l’adesione del Presidente Antonio Iosa al Movimento per la Democrazia “La Rete” di Leoluca Orlando e Nando Dalla Chiesa. Fu organizzato, presso l’Abbazia di Chiaravalle, un seminario di studio e di chiarimento della linea culturale da mantenere nel solco della tradizione di uno spazio regionale e di un luogo del dialogo interculturale. Sembrava che la sua scelta, del tutto personale, non turbasse la serenità dei rapporti fra i membri del Direttivo.

Si registrò, tuttavia, la posizione critica del segretario generale Lino Manieri che, dopo qualche mese, rassegnò le dimissioni. Il gesto fu fatto in maniera morbida, non traumatica. L’abbandono di un così prezioso collaboratore rappresentò certamente una grave perdita per il circolo culturale Carlo Perini ed il suo Presidente ne fu molto rattristato.

Seguirono altre vicende interne: vi era infatti, tra i componenti del direttivo, chi vi partecipava promovendo altisonanti proposte e proferendo discorsi di alto livello culturale, che sfociavano nell’autopromozione di proprie iniziative personali. Utilizzavano, insomma, il sodalizio del Direttivo come “passerella pubblicitaria” per i propri corsi di studi, ricerche e pubblicazioni. Ottenuto il risultato voluto, tutti i bei discorsi e il promesso impegno sparivano nel nulla.

Gli anni 90 furono anche segnati dall’impegno del Perini per l’Ambiente. Ricerche e pubblicazioni si susseguirono: da quella sull’inquinamento dei nostri mari del “Dal Po all’Adriatico: il risanamento del bacino idrico del Po e dell’Adriatico, volume di ricerche e di studio in collaborazione con le Regioni Lombardia ed Emilia Romagna” del febbraio 1991, a quella sull’”L’Italia delle Regioni: l’uomo nei suoi rapporti con la natura e l’ambiente (antologia di poesie concorsi nazionali)” del dicembre 1992. Si proseguì con “La natura nel paesaggio urbano di Milano. Il ruolo sociale del verde nella lettura della città a partire dal 1700: analisi storico-progettuale e botanico- progettuale”, di Ballarin A., Dego N. e Rabotti G., del 1996 e si concluse con quella sul Global Warming del 1999.

Ad iniziativa del Circolo culturale Carlo Perini, si è costituito nel 1997 il Comitato Promotore per lo studio

del progetto di “passeggiata di archeologia industriale, in parco urbano, nell’area ovest – nord – est di

Milano”. Il Comitato Promotore, aperto a tutte le realtà interessate in campo culturale, produttivo e scientifico.

Già alla fin degli anni 90 preannunciava l’inizio dell’era della globalizzazione, come fase che rivendica la necessità di ampliare a tutto il pianeta i meccanismi del libero mercato. La ricetta economica consisteva in tagli alle tasse e alla spesa pubblica e nella liberalizzazione del commercio al fine di portare maggiore ricchezza alle nazioni industrializzate e sviluppo ai Paesi poveri. In opposizione il “popolo di Seattle” che, al contrario, sosteneva che la globalizzazione economica deve essere accompagnata da quella etica per una condivisione di valori e comportamenti umani comuni, al fine di evitare eccessivi profitti per le grandi aziende e sfruttamento dei lavoratori da parte del capitalismo egoistico e del liberalismo selvaggio, che non hanno rivali, a seguito della fine del mondo bipolare e della caduta dei regimi comunisti. I vertici dei “Grandi” (G7 ora diventato G8) privilegiano, in sostanza, solo i Paesi ricchi a scapito di quelli poveri e si avvalgono della potenza economica delle grandi multinazionali e dei colossi bancari.